Fake news, il M5S si confessa votando

14 dicembre 2017

IL M5S IN EUROPA VOTA PER LE FAKE NEWS
Ieri abbiamo votato la Relazione annuale sull’attuazione della Politica estera e di sicurezza comune, al cui interno c’era un paragrafo che impegna l’Europa a dotarsi di strumenti contro le fake news. Chi ha votato contro? Sempre loro, i paladini delle bufale a 5 Stelle! I colleghi leghisti, invece, stavolta hanno preferito astenersi… forse per pudore.

Ne parlo anche in questo articolo pubblicato su Democratica di oggi: https://www.democratica.com/opinioni/lue-le-fake-news-m5s-vota/

Quella di ieri sembrava una giornata come tante altre nella plenaria di Strasburgo del Parlamento europeo. Una bella giornata, anche, contraddistinta dall’emozionante assegnazione del Premio Sakharov 2017 per la libertà di pensiero all’opposizione democratica al regime di Maduro in Venezuela.

Tra i dossier sottoposti al nostro voto, nel corso della mattinata, c’era anche la Relazione annuale sull’attuazione della Politica estera e di sicurezza comune. Questo provvedimento, in alcuni suoi paragrafi, richiamava l’impegno della Commissione europea e degli Stati membri a combattere le notizie false e ad “intensificare gli sforzi per rafforzare la capacità dell’Ue di far fronte alle minacce ibride e informatiche, consolidare ulteriormente la capacità dell’Ue e dei suoi paesi partner di contrastare le notizie false e la disinformazione, elaborare criteri chiari che rendano più agevole il riconoscimento delle notizie false”. Un impegno sacrosanto, anche alla luce delle recenti rivelazioni di numerose fonti sull’influenza della propaganda digitale organizzata da Paesi terzi sulle prossime scadenze elettorali nei Paesi Ue, a partire dall’Italia.

Sembrava una votazione dall’esito scontato, come a volte capita in Parlamento quando si toccano princìpi e valori condivisi da tutti. Invece, proprio quando siamo stati chiamati a votare sugli emendamenti riguardanti le misure di contrasto alle fake news, ecco la sorpresa: la delegazione del Movimento Cinque Stelle ha votato compattamente contro la misura (oltre a votare, poi, contro la Relazione nel suo complesso… ma su questo la loro opposizione a prescindere non fa più notizia). Come Arlecchino, che si confessò burlando, gli eurodeputati grillini si sono – di fatto – confessati votando.

Con l’opposizione a quegli emendamenti, il M5S ha finalmente reso esplicita la propria posizione sul tema, dopo tanti tentennamenti da parte dei loro leader nazionali. Prima i deputati 5S hanno chiesto il voto separato su questi paragrafi per eliminarli, e poi quello nominale, in modo da mettere agli atti la loro opposizione al contrasto alla disinformazione digitale… quasi come se dovessero risponderne a qualcuno. I colleghi leghisti, con cui di solito la delegazione M5S va a braccetto qui a Strasburgo, stavolta hanno preferito astenersi… forse per dare meno nell’occhio, chissà.

La triste verità è che proprio mentre l’Europa provava a dotarsi di strumenti utili a contrastare il preoccupante fenomeno delle fake news e della disinformazione digitale, gli eurodeputati grillini hanno mostrato la loro vera posizione sul tema. Quando diciamo che i nostri media nazionali dovrebbero occuparsi maggiormente di ciò che accade nelle aule del Parlamento europeo, è anche perché qui – lontano dai riflettori della politica romana – è più facile comprendere la vera natura di certi movimenti politici che in Italia si professano paladini della trasparenza e della democrazia, ma in realtà sono solo paladini delle proprie bufale a cinque stelle.