PD e alleanze, ricapitoliamo un po’…

30 marzo 2018

Una cosa che sicuramente ha pesato sul nostro risultato elettorale sono state le continue divisioni interne. Leggo i giornali di oggi e comprendo che non abbiamo capito la lezione.
I fatti:
4 marzo: perdiamo le elezioni;
6 marzo: si dimette il segretario;
12 marzo: la direzione Pd in modo quasi unanime approva un documento che dice “Il Partito Democratico si impegnerà dall’opposizione, come forza di minoranza parlamentare, riconoscendo che ora spetta alle forze che hanno ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere di governare il paese”;
Tra il 12 e il 29 marzo avviene:
– Scambio di letterine di fidanzamento tra Di Maio e Salvini
– Brutale spartizione delle cariche istituzionali di Camera e Senato e occupazione violenta di queste da parte del Partito a 5 Stelle, tenendo fuori il Pd (comunque il secondo partito italiano più votato), per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana da tutte le cariche di garanzia del Parlamento.
– Costante linciaggio mediatico da parte del Partito 5 Stelle e della loro stampa amica contro il Pd e i suoi dirigenti.
Ora, chi mi conosce sa che sono un mediatore sempre e comunque, che non mi fa paura trattare politicamente con nessuno, ma se qualcuno può spiegarmi quali sono i motivi, i fatti nuovi – al netto delle ambizioni personali – per cui oggi noi dovremmo cambiare direzione e consegnarci senza condizioni alla Casaleggio e Associati ecco io gliene sarei grato. Così, tanto per capire.  

Una cosa che sicuramente ha pesato sul nostro risultato elettorale sono state le continue divisioni interne. Leggo i…

Pubblicato da Nicola Danti su venerdì 30 marzo 2018