Col Giappone meno dazi per la Toscana – Repubblica Firenze

Col Giappone meno dazi per la Toscana – Repubblica Firenze

Col Giappone meno dazi per la Toscana – Repubblica Firenze 306 306 Nicola Danti

Nelle scorse settimane il Parlamento europeo ha ratificato il trattato di partenariato tra UE e Giappone. Una notizia di cui si è parlato poco, ma di grande interesse anche per il nostro territorio.

L’accordo porterà all’abbattimento del 99% dei dazi pagati dalle aziende europee e alla protezione nel mercato giapponese di importanti Indicazioni geografiche, molte delle quali italiane e toscane in particolare, dando già dai prossimi mesi un significativo impulso alla nostra economia.

L’Italia ha un saldo positivo col paese nipponico (sesto nostro partner commerciale a livello globale), esportando ogni anno merci per quasi 7 miliardi di euro e sostenendo 90 mila occupati, moltissimi dei quali in PMI.

Anche la Toscana potrà beneficiare delle opportunità create da tale accordo. La nostra regione può contare ben 10 marchi protetti, che la rendono una delle regioni più rappresentate a livello continentale. Un insieme di eccellenze agroalimentari che rappresentano una grande fetta dell’export regionale e che da domani saranno pienamente tutelate da falsi e imitazioni nel grande mercato giapponese, sempre alla ricerca della qualità nel settore eno-gastronomico.

In particolare potrà beneficiare di tale accordo il settore vitivinicolo toscano, non solo perché l’abbattimento delle tariffe renderà più competitivo il nostro vino rispetto per esempio a quelli cileni o australiani già privi di dazi, ma anche perché 8 DOCG e Doc toscane (Bolgheri, Bolgheri Sassicaia, Chianti, Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Toscano, Vernaccia di San Gimignano e Nobile di Montepulciano) riceveranno la stessa protezione che hanno in Europa.

Il rapporto tra la Toscana ed il Sol Levante, in realtà, va ben oltre questo settore e quello – ad esso collegato – del turismo. Il taglio alle tariffe garantirà un grande vantaggio, ad esempio, al segmento moda (altro traino dell’export toscano) oggi penalizzato da dazi fino al 30%, ma anche all’industria e alle realtà che già investono da noi. Basti pensare alla Hitachi, che rilevando lo stabilimento AnsaldoBreda di Pistoia ha rivitalizzato il settore metalmeccanico toscano, ma anche a grandi realtà giapponesi come Toray e Yanmar che negli ultimi anni si sono stabilite a Lucca e Pisa.

Abbiamo sempre sostenuto, talvolta contro corrente, che nel mondo globalizzato il commercio ha bisogno di regole. I trattati commerciali sono lo strumento per stabilirle. Questa volta a differenza delle altre lo hanno capito anche i sovranisti di Lega e M5S, che hanno dato il via libera al trattato in un inusuale silenzio. Mentre il loro governo si impegna ogni giorno per distruggere posti di lavoro, l’Europa si muove nel senso opposto per garantire sviluppo e commercio alle imprese italiane.

Grazie a questo accordo gli investimenti giapponesi nella nostra regione non potranno che intensificarsi. Mi piace pensare che la Toscana diventi così un luogo ancora più aperto e proiettato nella competizione globale. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo.

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