Un passo in Europa per proteggere imprese e cittadini – Corriere Fiorentino

Un passo in Europa per proteggere imprese e cittadini – Corriere Fiorentino

Un passo in Europa per proteggere imprese e cittadini – Corriere Fiorentino 476 302 Nicola Danti

C’è un tema di cui si parla poco, ma che pesa in modo considerevole sulle aziende italiane e toscane in particolare. Mi riferisco alla contraffazione: un fenomeno che va ben oltre i prodotti falsi che siamo abituati a vedere sulle nostre spiagge o sui marciapiedi delle nostre città, e che vale complessivamente quasi sette miliardi di euro in Italia (con una perdita di gettito fiscale pari a 1,7 miliardi all’anno). La Toscana è una delle regioni più esposte a livello nazionale, con 13.192 aziende potenzialmente colpite (pari al 20,9% del totale).

Per difenderci da queste pratiche illecite che colpiscono così duramente le nostre imprese occorre agire innanzitutto a livello europeo, creando un sistema di controllo più efficace che superi l’attuale disomogeneità tra le autorità di sorveglianza e le diverse legislazioni degli Stati membri. È proprio con questo obiettivo che ho lavorato al Regolamento Ue sulla Sorveglianza di mercato come relatore per il Parlamento europeo.

Il testo, approvato nelle scorse settimane a Bruxelles, punta ad accrescere la quantità e la qualità dei controlli sui prodotti circolanti nel mercato europeo, specie per quelli venduti sul web e per quelli importati dai Paesi terzi. Questo si può fare facilitando lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali per la sorveglianza doganale e del mercato, anche attraverso la creazione di un apposito Network Ue.

Grazie a questo Regolamento sarà più difficile far circolare prodotti non sicuri e contraffatti nel mercato europeo: con le nuove norme daremo più sicurezza ai consumatori e garantiremo meno concorrenza sleale alle imprese europee.

Come già detto, la contraffazione ha un grande impatto sull’economia della nostra regione. La Toscana è la regione più esposta alla contraffazione dei prodotti del settore moda: abbigliamento, pelletteria e calzature in particolare. Basta pensare alle grandi griffe che producono a Firenze e dintorni per capire l’entità del fenomeno: da Vuitton a Fendi, da Celine a Gucci, a Ferragamo e tanti altri ancora. Una ricerca del Ministero dello Sviluppo Economico ci dice che in Toscana, tra 2008 e 2015, ci sono stati oltre 380.000 pezzi contraffatti sequestrati. Nell’ultimo anno si sono già persi oltre 6.500 posti di lavoro a livello nazionale per colpa dei prodotti contraffatti. Un dato – confermato da un recente studio dell’OCSE – che ha inciso anche nel nostro territorio, specie nei distretti conciari e del tessile.

C’è bisogno di dare risposte immediate, e credo che il Regolamento di cui sono relatore costituisca un buon punto di partenza per avere prodotti più sicuri, consumatori più protetti e imprese più tutelate. In Toscana come nel resto d’Europa.

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