Le opportunità del Mercato Unico Digitale

Le opportunità del Mercato Unico Digitale

Le opportunità del Mercato Unico Digitale 683 366 Nicola Danti

L’Unità di ieri ha ospitato un mio intervento sul tema del Mercato Unico Digitale. La scorsa settimana ero intervenuto in aula a sostegno della stessa risoluzione (qui il video: ). Di seguito il testo integrale:

Una delle sfide centrali della politica, nel mondo globalizzato in cui viviamo, sta nel riuscire a rinnovarsi adattandosi alla realtà che corre veloce e guidare le grandi trasformazioni sociali ed economiche in atto.

La rivoluzione digitale ne è un esempio: possiamo vivere questo fenomeno come un incubo dal quale pensare di tenerci lontano ovvero come una straordinaria fonte di crescita del sistema economico e di opportunità per i nostri cittadini e consumatori.

Ieri, con l’approvazione a larga maggioranza della risoluzione “Verso un atto sul Mercato Unico Digitale”, il Parlamento europeo ha fatto un passo deciso in questo senso, aprendo le porte del Vecchio Continente alla nuova rivoluzione tecnologica.

Sinora quasi mai l’Europa è stata associata a questo grande processo di trasformazione. Se parliamo di digitale ci viene spontaneo pensare alla Silicon Valley e non a qualche luogo del nostro continente.

Oggi il messaggio che arriva dal Parlamento europeo è chiaro: l’Europa ha scelto di recuperare il tempo perduto sulla strada della modernità.

Ogni giorno 315 milioni di europei si collegano a Internet. Per lavorare, studiare, informarsi, per stare in contatto coi propri cari o anche semplicemente per intrattenimento. Per ciascuno di loro, la prospettiva del Mercato Unico Digitale rappresenta un passo avanti decisivo nella propria esperienza di vita, online e non solo.

Pensiamo alle numerose opportunità offerte ai cittadini, ai consumatori e alle imprese dei 28 Stati membri dalle tante piccole e grandi innovazioni del digitale nella nostra vita quotidiana.

Alcuni esempi concreti: molte prestazioni pubbliche potranno essere finalmente digitalizzate e rese a misura di cittadino, dalla scuola ai servizi comunali: l’approdo ad una Pubblica amministrazione online non sarà più un miraggio. La vita dei consumatori europei sarà resa più semplice attraverso misure concrete come l’abolizione del geo-blocking (avete mai provato ad accedere al vostro account di pay tv da un altro Paese europeo?) l’armonizzazione dell’IVA, l’abbassamento dei costi di consegna degli acquisti online, e l’abolizione definitiva del roaming.

Un altro aspetto fondamentale del nascente Mercato Unico Digitale riguarda la sharing economy, nata e sviluppatasi oltre oceano ma fonte di enormi possibilità per il nostro sistema economico. La vera sfida è quella di regolare questo nuovo fenomeno con norme precise e chiare, senza limitarne le potenzialità.

Allo stesso modo le nuove tecnologie potranno innovare profondamente i nostri modelli industriali e la nostra manifattura, consentendole di restare competitiva nel mondo.

Siamo convinti che la costruzione di un mercato unico digitale, permetterà all’Unione di rinnovare se’ stessa, di dare nuova espressione alle sue tradizionali eccellenze e confermarsi all’avanguardia come luogo di esercizio di libertà, di espressione di cultura, di garanzia di bellezza, di produzione di qualità e di innovazione.

Una strategia europea di valorizzazione delle nuove tecnologie costituirà un’importante occasione anche per quegli Stati, come il nostro, sono rimasti più indietro nel corso degli anni sul terreno del digital divide, della diffusione della banda larga e delle innovazioni digitali.

L’agenda digitale del governo Renzi lascia ben sperare: sostegno alle imprese per il passaggio all’industria 4.0, carta d’identità digitale, banda larga nelle scuole: sono solo alcuni dei fronti nei quali la sfida è già stata raccolta.

In un momento di crisi per l’Europa, il sogno di unire i nostri popoli può ripartire anche dal basso, da nuovi progetti concreti da condividere, cosi come sono stati carbone ed acciaio nei primi anni del processo di integrazione europea.

I prossimi anni saranno gli anni dell’Europa digitale: anche l’Italia dovrà essere protagonista di questa rivoluzione.

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