Il discorso di Theresa May a Firenze: io l’ho visto così

Il discorso di Theresa May a Firenze: io l’ho visto così

Il discorso di Theresa May a Firenze: io l’ho visto così 3701 2674 Nicola Danti

Ho ascoltato con curiosità le parole di Theresa May pronunciate dalla ex scuola dei Marescialli di piazza Santa Maria Novella. Da fiorentino, prima ancora che da europarlamentare, fa sicuramente piacere che i riflettori di tutta Europa per un giorno siano stati puntati sulla mia città. Ne comprendo bene la scelta: non solo per i monumenti e le chiese, ma anche alla luce delle storiche relazioni – anche commerciali – che da secoli abbiamo col Regno Unito. Tuttavia, la bellezza di Firenze non cambia la sostanza delle cose: a fronte di alcune aperture positive, il discorso della premier britannica ha aggiunto ben poco di concreto allo stato dei negoziati sulla Brexit.

Il limite più evidente dell’intervento di Theresa May è stato senza dubbio la vaghezza sui punti chiave della futura partnership Regno Unito-Unione europea. Abbiamo capito che non vuole restare nel Mercato unico (e non potrebbe essere altrimenti, fuori dall’Ue), né tantomeno nell’Unione doganale. D’altra parte, ha anche aggiunto che la semplice appartenenza allo Spazio Economico Europeo – come la Norvegia – è troppo poco, e lo stesso vale per una soluzione in stile Ceta, il trattato da poco firmato dalla stessa Ue col Canada. Non ci ha però detto quale altra soluzione immagina. Più in generale, ha sbagliato fin dall’inizio May a impostare il tono del suo intervento, ponendo sullo stesso livello Unione europea e Gran Bretagna, come se queste potessero essere in futuro due partner con il medesimo “peso specifico”. Saremo certo alleati, ma non alla pari: né demograficamente, né economicamente.

La premier britannica è stata omissiva anche per quanto riguarda il controllo delle frontiere con l’Irlanda: ha detto che non vuole strutture fisiche di separazione, ma non ci ha spiegato in quale altro modo immagina gli stessi confini.

L’unico punto su cui Theresa May è stata chiara è la proposta di un periodo transitorio di due anni a partire dal 19 marzo 2019, giorno in cui scatterà ufficialmente la Brexit. Questo significa, in altre parole, una proroga all’appartenenza del Regno Unito al Mercato unico. È altrettanto chiaro, però, che non possiamo permettere che questo periodo si trasformi in una trappola per noi europei: il Mercato unico ha molti benefici ma ha anche dei costi, che la May non potrà evitare. Se verrà accordato questo periodo transitorio, la Gran Bretagna dovrà allo stesso modo garantire il rispetto delle 4 libertà fondamentali dell’Unione (libera circolazione delle persone, dei servizi, delle merci e dei capitali) per tutti i cittadini europei.

Tra gli aspetti più positivi del discorso, vanno citati gli impegni finanziari che la Gran Bretagna ha ribadito di voler onorare, e le rassicurazioni sulla protezione dei cittadini europei nel Regno Unito. Accogliamo con favore il suo impegno a garanzia dei loro diritti e vigileremo affinché siano tutelati anche nel prossimo futuro.

Tuttavia, non si può fare a meno di notare come l’intero discorso fosse disseminato di richiami alla “creatività” e all’”ottimismo”. Due concetti nobili, ma che espressi da un leader di un paese impegnato in una complessa trattativa diventano segno di difficoltà. La creatività dovrebbe essere declinata in una proposta politica con solide basi giuridiche, come del resto è stato fatto nei confronti della stessa Gran Bretagna coi vari “status speciali” concessi per anni a quel paese per tenerlo ancorato all’Unione, prima del referendum sulla Brexit.

Ciò che dobbiamo fare noi oggi, come italiani e come europei, è prima di tutto guardare avanti. Con coraggio e con decisione. Per noi sarà sì importante mantenere buoni rapporti con un partner storico come la Gran Bretagna, con cui certo condividiamo valori comuni, ma il nostro primo obiettivo è e rimane la difesa degli altri 443 milioni di cittadini europei.

http://www.huffingtonpost.it/nicola-danti/tutte-le-cose-che-theresa-may-non-ha-detto-a-firenze-sulla-brexit_a_23219578/?utm_hp_ref=it-blog

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