Europa e sharing economy – La Nazione

Europa e sharing economy – La Nazione

Europa e sharing economy – La Nazione 3077 2022 Nicola Danti

La sharing economy sta cambiando le nostre abitudini, e lo sta facendo a partire dalle nostre città. A Firenze lo sappiamo bene: in questi giorni i quotidiani sono riempiti delle notizie relative a Mobike ed Airbnb, due esperienze di condivisione che portano con sé grandi opportunità ma anche innegabili punti critici.

Gli abusi di cui si sono macchiati alcuni utenti del servizio di bike sharing cittadino (dai parcheggi “creativi” alle bici scagliate giù dai Lungarni) hanno più a che fare con la mancanza di senso civico di pochi che con i trend macroeconomici innescati dalla sharing economy. Tuttavia, l’economia della condivisone impone alla politica – locale, nazionale ed europea – di dotarsi di nuovi strumenti per amministrare al meglio lo spazio pubblico durante questa “rivoluzione”.

Un esempio ancor più evidente riguarda le piattaforme di house sharing. L’accordo tra il Comune di Firenze ed Airbnb è senza dubbio un’iniziativa da lodare e rappresenta un passo avanti importante in un campo ancora largamente inesplorato. Il tema della tassazione delle grandi piattaforme online si lega da una parte alla giusta proposta di introdurre una web tax europea – portata avanti con decisione dal governo Gentiloni – ma anche, più in generale, al ruolo assunto dai grandi attori della sharing economy nelle nostre società.

Come relatore per il Parlamento europeo del dossier sulla sharing economy, ho ribadito l’esigenza di trovare un punto di sintesi a livello comunitario, sia per quanto riguarda l’applicazione delle imposte da pagare là dove vengono generati i profitti, sia nel regolare la concorrenza coi settori tradizionali dell’economia. L’obiettivo della tutela dei consumatori e degli attori economici vecchi e nuovi è conseguibile solo attraverso la creazione di un quadro di regole comuni per tutti gli Stati europei che eviti la frammentazione del Mercato unico in un settore in continuo mutamento.

Lo stesso accordo raggiunto da una grande città come Firenze non potrà essere replicato automaticamente da Comuni più piccoli e dotati di minore “potere contrattuale” nel confronto con colossi quali Airbnb. Quest’ultima, inoltre, non è che una delle tante piattaforme a cui le amministrazioni locali e nazionali devono “tenere testa”. Per queste ragioni, Commissione e Consiglio devono recepire la voce del Parlamento e fornire quanto prima agli Stati membri e ai sottostanti livelli di governo locale gli strumenti necessari a regolare le attività delle piattaforme della sharing economy e dei giganti del web.

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