La Summer School Pensare Europei, presentata su l’Unità

La Summer School Pensare Europei, presentata su l’Unità

La Summer School Pensare Europei, presentata su l’Unità 150 150 Nicola Danti

Con questo articolo sabato su l’Unità ho presentato la Summer School Pensare Europei.

Quante volte, nei giorni successivi al referendum su Brexit, ci siamo ripetuti che l’Europa doveva guardare avanti e riprendere con decisione il cammino dell’integrazione dopo questa battuta d’arresto? Tante, forse troppe, col rischio di rinchiudersi in slogan tanto condivisibili quanto vaghi. Poco più che un esercizio di wishful thinking, ahimé distante dalla realtà. Certo anch’io sono fermamente convinto che l’Europa debba superare questa fase di difficoltà ingranando la marcia di una più stretta integrazione politica e attraverso la nascita di un nuovo spirito europeista. Ma per farlo occorre ripartire dal basso, da iniziative concrete nei territori, a stretto contatto coi cittadini ed in particolare con le giovani generazioni. È per questo motivo che ho deciso di organizzare una “due giorni” di approfondimenti e incontri dedicata ai temi europei e aperta a settanta giovani under 30: la Summer School “Pensare europei”.  

Oggi e domani a Firenze presso la struttura di Villa La Stella (via Iacopone da Todi, 12) le ragazze ed i ragazzi partecipanti avranno modo di confrontarsi  tra di loro – e coi tanti ospiti – sul futuro dell’Europa. Si parte questa mattina col videomessaggio del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz e la mia introduzione, per cercare di tracciare i confini della “strada da percorrere” nei prossimi, cruciali, mesi che aspettano l’Unione.

I tavoli di discussione vedranno alternarsi tanti esponenti del mondo politico italiano (i parlamentari Andrea Romano, Irene Tinagli e Dario Parrini, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sandro Gozi ed il consigliere per gli Affari europei del Governo italiano), del mondo giornalistico e accademico (il giornalista di Limes Dario Fabbri e Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato dell’Università di Perugia) e del mondo economico (Cosimo Pacciani, Chief risk officer del Meccanismo europeo di stabilità).

Parleremo, naturalmente, di immigrazione. Lo faremo insieme alla collega Cécile Kyenge ed il sottosegretario al Ministero dell’Interno Domenico Manzione, co-autore del Migration compact – la proposta italiana sulla gestione dei flussi migratori in Ue. E lo faremo guardando tutti insieme “Fuocoammare”, il documentario ambientato a Lampedusa, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino.

Parleremo, poi, anche con altri deputati europei appartenenti a famiglie politiche diverse dalla nostra, perché oggi la vera distinzione che dobbiamo operare è quella tra chi ancora crede nel progetto dell’Unione e chi invece è disposto a lasciarlo crollare nel nome di nuovi e vecchi populismi nazionalisti.

Alla fine della mattinata di domani tireremo le conclusioni, elaborando le proposte emerse dai tavoli e dagli spunti dei ragazzi. L’idea di fondo di questi due giorni, in definitiva, è proprio questa: immaginare il futuro del nostro continente insieme a chi ne sarà il diretto protagonista, cercando di disegnare una visione che va oltre la visuale dei palazzi di Bruxelles. Quello della formazione è un tema fondamentale per rilanciare una prospettiva comune in un momento di evidente difficoltà per l’Europa. La prima lezione che dobbiamo trarre da Brexit è che dobbiamo impegnarci di più per creare consapevolezza dell’importanza di un’Europa unita, e dobbiamo farlo a partire dai giovani. “Pensare come europei” nel tempo dei muri e dell’intolleranza è un atto coraggioso, ma è solo attraverso il coraggio e la speranza che il nostro continente potrà darsi un futuro all’altezza del proprio passato.

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