Nuova direttiva sul Copyright e condanna a Orban

Direttiva Copyright Approvazione

Nuova direttiva sul Copyright e condanna a Orban

Nuova direttiva sul Copyright e condanna a Orban 960 540 Nicola Danti

Lo confesso: a volte è frustrante svolgere con serietà il ruolo di parlamentare europeo e vedere che alla fine ciò che si fa non fa notizia, se non in negativo… magari per le uscite folcloristiche di qualche collega o di un burocrate in vena di protagonismo.

Poi, per fortuna, ci sono le giornate come oggi, in cui il Parlamento europeo riesce ad onorare pienamente il proprio ruolo, riempiendoci di orgoglio per il lavoro svolto.
Oggi abbiamo infatti approvato due provvedimenti straordinariamente importanti, anche se in ambiti molto diversi: l’avvio della procedura per violazione dello Stato di diritto contro Orban e la nuova direttiva sul Copyright.
L’applicazione dell’art. 7 dei Trattati contro l’Ungheria è una grande vittoria per chi ancora crede nei valori sui quali si fonda l’Unione.

Diffida Orban

Come ho detto ieri, stava ai democratici di tutto il Parlamento condannare l’arroganza con cui Orban ha sfidato la cultura, la democrazia le radici europee. È stato francamente imbarazzante vedere Forza Italia, il partito che dovrebbe rappresentare i moderati italiani, votare in difesa di Orban insieme ai comunisti portoghesi e alle destre autoritarie dell’Est. Tutto questo pur di genuflettersi a Salvini anche in Europa.
Adesso la parola passa agli Stati in sede di Consiglio europeo, e saremmo curiosi di sapere dal Presidente Conte quale sarà la posizione dell’Italia su un tema tanto decisivo.
Anche sulla riforma del diritto d’autore si è trattato di un bel passo avanti per il nostro continente. Col testo approvato oggi poniamo le basi per un sistema più equilibrato, che tuteli prima di tutto la dignità del lavoro e la remunerazione di chi crea contenuti.

Sgombrato il campo delle fake news

Sgombrato il campo dalle fake news sulle presunte limitazioni alla libertà dei cittadini sul web, la direttiva sul copyright pone un punto fondamentale: le regole della rete le dettano i Parlamenti, non le grandi piattaforme che la occupano. Anche su questo si gioca il futuro della politica e delle nostre democrazie.
“Una splendida giornata”, diceva una canzone: una giornata che ci dà fiducia nel futuro del nostro continente.

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