“Primarie per ridare slancio alla Ue” – In Cammino

“Primarie per ridare slancio alla Ue” – In Cammino

“Primarie per ridare slancio alla Ue” – In Cammino 900 440 Nicola Danti

In questi minuti Matteo Renzi è a Pontassieve, per confrontarsi coi giovani dei comitati e ripartire da loro in quest’ultima settimana di campagna. Nelle scorse settimane, coordinando la mozione Renzi in Toscana, ho avuto modo di vedere l’impegno e la passione che molti di quei ragazzi stanno mettendo ogni giorno per costruire un paese diverso, che non si rassegna. Avrei voluto essere con loro, ma gli impegni di domattina in Parlamento mi hanno costretto a partire per Bruxelles già oggi pomeriggio.
Qui aspetteremo Matteo venerdì prossimo, per chiudere insieme la campagna elettorale, nel luogo dove più dobbiamo incidere per ridare prospettiva all’Italia. Ne ho scritto in questo articolo per In Cammino:

Matteo Renzi sarà a Bruxelles venerdì 28 aprile, per chiudere la campagna delle primarie nella “capitale” dell’Unione Europea. Una decisione simbolica, che fa il paio con la scelta di mettere l’Europa al centro della nostra proposta già a partire dalla mozione congressuale.

Una scelta di realismo, ma anche di coraggio. Da una parte è del tutto evidente come quella comunitaria sia l’unica dimensione in grado di risolvere i nostri problemi ed in cui immaginare il nostro futuro. Sostenere oggi questa prospettiva, mentre le voci di chi vorrebbe tornare ad innalzare muri nel nostro continente si fanno più forti che mai, è d’altro canto una prova di coraggio tutt’altro che scontata.

Il sogno europeo

Proprio perché teniamo al sogno europeo, sappiamo che dobbiamo cambiare qualcosa dell’attuale architettura comunitaria per far sì che sopravviva. Del resto, questo è lo spirito di fondo del nostro modo di intendere la politica: di fronte a un problema noi siamo più interessati a trovare le soluzioni, che non i colpevoli. Questa è anche l’impostazione seguita nei mille giorni del governo Renzi.

Dalla partita vinta sulla flessibilità (che – è bene ricordarlo – non ci è stata concessa per grazia ricevuta, ma dopo aver messo in campo un’impressionante serie di riforme sul piano interno) a quella sugli investimenti nel fondo Juncker, negli ultimi tre anni siamo stati testimoni di passi avanti reali nel nostro rapporto con l’Unione.

Partito democratico traino del Pse

Sul piano politico, il Partito democratico non solo è entrato nel PSE ma ne rappresenta oggi la principale forza di traino. Più in generale, possiamo dire che grazie agli input del governo Renzi l’Italia ha finalmente maturato una nuova reputazione in Europa, dopo anni in cui eravamo trattati come gli ultimi della classe. Adesso – lo vediamo tutti i giorni nel nostro lavoro al Parlamento europeo – godiamo di una credibilità e di un’autorevolezza impensabili fino a pochi anni fa.

L’Europa è ben presente nella mozione Renzi-Martina: non in senso astratto, ma con proposte concrete. Prima fra tutte, l’idea di istituire primarie in tutti i paesi dell’Unione per scegliere il candidato del gruppo socialista alla presidenza della Commissione. Un bel passo avanti per ridurre il gap democratico nel governo dell’UE e rendere le istituzioni comunitarie più vicine ai cittadini.

La mozione Renzi-Martina e la leadership europeista

Per vincere questa battaglia, come sono state combattute e vinte le altre, abbiamo bisogno di una leadership europeista forte e capace anche di “battere i pugni sul tavolo” come quella di Matteo Renzi. L’idea di fondo della nostra proposta è proprio questa: riportare la politica in un’Europa troppo burocratizzata, per ridare un’anima e un nuovo slancio all’Unione e permettere anche al nostro Paese di riguadagnarsi una volta per tutte il proprio posto nella cabina di regia dell’UE.

Insomma, il 30 aprile non c’è in ballo solo l’elezione del segretario del PD, ma anche la possibilità per l’Italia di incidere sulle priorità del nostro continente per i prossimi dieci anni.

http://www.italiaincammino.it/primarie-per-ridare-slancio-alla-ue/

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