Sullo State of the Union

Sullo State of the Union

Sullo State of the Union 960 475 Nicola Danti

C’è poca Europa in questa Unione e poca unione in Europa. Lo disse un anno fa Jean-Claude Juncker, lo ha ripetuto ieri nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. In questi dodici mesi abbiamo visto che populismi e nazionalismi non servono a risolvere i problemi, ma casomai li creano.

Adesso il tempo stringe e sta a noi fare tutto il possibile per salvare lo “european way of life”. Lo ha chiamato così Juncker, perché l’Europa è entrata nel nostro stile di vita più di quanto ci rendiamo conto. Purtroppo però agli occhi dei propri cittadini l’Europa non è più soltanto il luogo della pace e della libertà, è anche il luogo dove i figli rischiano di essere più poveri dei propri genitori. Il raddoppio dell’estensione temporale e della capacità finanziaria del fondo d’investimento EFSI va nella giusta direzione.

Servirà coraggio, servirà entusiasmo, servirà determinazione per rafforzare il volto sociale dell’Europa, quello che crea opportunità e lavoro, che tutela i consumatori dagli abusi e che obbliga le grandi aziende a pagare le tasse dove creano profitto.

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