Un’Europa digitale per riconquistare i cittadini

Un’Europa digitale per riconquistare i cittadini

Un’Europa digitale per riconquistare i cittadini 150 150 Nicola Danti

La completa realizzazione di un’Europa digitale non è solo una grande fonte di opportunità e di libertà per tutti i consumatori europei, è anche il modo più concreto per costruire un nuovo senso di appartenenza e proiettare il nostro continente nel futuro. Il pacchetto sul commercio elettronico presentato in settimana dalla Commissione europea va nella giusta direzione e ci porta un passo più avanti nel cammino verso il Mercato Unico Digitale. Ne ho scritto in questo articolo su l’Unità in edicola oggi.

Nel momento storico in cui ci troviamo, con un Parlamento europeo occupato per metà da forze euroscettiche o apertamente antieuropeiste – una situazione mai verificatasi prima – noi eurodeputati abbiamo un compito importantissimo: far emergere i lati positivi dell’integrazione e ricordare ai nostri cittadini che l’Europa non è solo vincoli di bilancio ed egoismi nazionali ma anche una grande fonte di opportunità per tutti noi.

Questa settimana la Commissione europea ha presentato il pacchetto di misure per favorire lo sviluppo del commercio elettronico. Le nuove norme si concentreranno su tre settori di intervento: i servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi, per aumentarne la trasparenza dei prezzi e migliorarne la sorveglianza; la tutela dei diritti dei consumatori nello shopping online; e infine il contrasto al geoblocking, l’ingiustificata discriminazione nell’acquisto di beni e servizi sulla base della nazionalità o del luogo di residenza.

Il superamento dei blocchi geografici nell’accesso ai servizi multimediali e allo shopping via web è forse la misura più simbolica del pacchetto varato dalla Commissione e completa il percorso inaugurato lo scorso dicembre con la presentazione del regolamento sulla portabilità dei contenuti online, dossier su cui sto lavorando in commissione Mercato interno e protezione dei consumatori, e che speriamo di far divenire realtà al più presto.

La piena fruizione dei contenuti online acquistati nel proprio paese di residenza durante i sempre più frequenti viaggi dei cittadini europei è una grande conquista a favore dei consumatori in un mercato sempre più integrato, anche nel settore dei servizi digitali.

Ora, grazie alle nuove norme sul geoblocking, nessuno potrà più vedersi rifiutato un acquisto perché la carta di credito o il paese di residenza non coincidono con quello d’acquisto. La Commissione ha proposto inoltre un regolamento per bloccare le pratiche di e-commerce sleali come il reindirizzamento su siti nazionali o l’offerta di prezzi vantaggiosi basati sul criterio della nazionalità dell’utente. Se entriamo in un negozio di un altro paese europeo, il commerciante non ci chiede di mostrargli la carta d’identità prima di decidere se venderci qualcosa o che prezzo proporci. Il nuovo regolamento impedirà che ciò accada nel mondo dello shopping online.

La conquista della portabilità e il superamento effettivo del geoblocking sono passi in avanti che appaiono ancora più significativi se collegati all’abolizione delle tariffe roaming, già ridotte a partire dal 30 aprile scorso e prossime ad essere definitivamente cancellate nel giugno 2017. Il rilancio di un senso di comunità che oggi sembra perduto passa anche e soprattutto da misure come queste, utili a dare nuovo significato alla più grande conquista europea che è la libera circolazione tra Stati membri.

Siamo oggi a metà del cammino dell’ampia strategia annunciata dalla Commissione sull’Agenda digitale europea, uno dei progetti più ambiziosi che vede coinvolta l’Europa. Dai piani di e-government alla sharing economy, dall’industria 4.0 alla revisione del settore delle telecomunicazioni e la banda larga, dagli audiovisivi al copyright, dalla privacy all’armonizzazione dell’IVA, ora serve correre per far sì che le buone intenzioni non rimangano sulla carta. E questa responsabilità spetta anche al Parlamento europeo. Accorciando la distanza che la separa dalla realizzazione di un vero Mercato Unico Digitale, l’Europa mostra il proprio volto migliore: quello con cui può concretamente garantire nuovi diritti ai cittadini e semplificare la vita dei consumatori europei, offrendo servizi di maggiore qualità.

La crisi d’identità in cui si trova l’Unione Europea è dovuta prima di tutto alla distanza che si è creata tra le Istituzioni comunitarie e i 500 milioni di cittadini europei. Io credo che da questa crisi possiamo salvarci solo attraverso misure concrete in grado di costruire un nuovo senso di appartenenza. La realizzazione del Mercato Unico Digitale va in questa direzione ed è un elemento chiave per proiettare il nostro continente nel futuro.

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